12 maggio: infermiera ci sei (e ci sarai per sempre)


International nurses day: è la festa internazionale delle infermiere!

Ho cominciato tardi questo mestiere, avevo già 30 anni, un figlio, un lavoro diverso. Non tornerei indietro mai.

Neanche nelle giornate più cupe, quando sei frustrata perché i soccorsi sono tanti, o sbagliati e hai fame o devi fare pipì, o vanno a finire male pure se hai dato tutto (oggi). 

Quando devi aiutare qualcuno sotto la pioggia, o in mezzo si rifiuti, o alle 4 di notte quando vorresti solo dormire. 

Quando prendi lo stipendio e capisci che quello che ci metti nel lavoro dovrebbe essere valutato diversamente e di più perché tratta di vite e non di merci, ma sai che non succederà. 

Quando ti accorgi che nessuno fra i tuoi amici ha visto nella vita la quantità di morti che hai visto tu in una settimana, ma non ne puoi parlare con nessuno se no sei pesante, o quando ti viene da piangere perché vedi l’amore fra le persone che quando ci sta di mezzo la salute sembra ancora più forte e ti commuovi.

Quando nasce un bambino o muore una persona a cui voleva bene un quartiere intero, tutti in strada increduli, le grida ripetute come un’eco, il sangue per terra.

Non tornerei mai indietro, anche perché non si può.

Infermiera ci sei, e ci sarai per sempre, anche quando sarai vecchia e smetterai di lavorare, anche quando sei in vacanza, quando parli a tuo figlio. 

Posso smettere di fare l’infermiera, ma sarò in infermiera per sempre.