Badanti


Qualche sera fà ci chiamano per uno stato confusionale, codice giallo, in donna di 40 anni, in Viale Marconi, più o meno. Ci viene incontro un ragazzo sui 25 anni carino, nipote dell’anziana padrona di casa a cui la paziente tiene compagnia,”bada” nel linguaggio corrente. Ci accompagna in una camera che probabilmente era una specie di tinello, con un buffet, un tavolo in mezzo: da una parte è stata sistemata una brandina, e dentro c’è la nostra paziente. E’ andina, gli occhi un po’ obliqui nerissimi sono semichiusi,quando mi siedo sul bordo del letto vicino a lei e le metto una mano sulla testa li apre debolmente, ma tende a rotearli, come fanno i neonati quando il sonno li sta vincendo. E’ difficile capire se ha solo sonno,o se è uno stato soporoso causato da qualcos’altro. Il ragazzo, a cui si è aggiunta la nonna e un signore che si qualifica come portiere dello stabile nonché marito della paziente, ci dice che in precedenza la paziente non ha riconosciuto nessuno di loro, ed è stato questo il motivo che li ha spinti a chiamarci. Lei continua a coprirsi nel letto, si tocca continuamente le labbra e sembra “mastichi”,un atteggiamento che ho già visto nei consumatori di anfetamine. Arriviamo al punto: la nostra paziente non soffrirebbe di malattie particolari,ma ciclicamente farebbe uso di un galenico magistrale,un preparato del farmacista che l’aiuterebbe a controllare il peso. La composizione è aberrante: c’è un’anfetamina,che taglia la fame ma è anche psicostimolante, e può portare tachicardie, e insieme un’alga, il fucus che stimola la tiroide e fa accelerare il metabolismo basale (ma a volte invece manda la tiroide in tilt), c’è metformina,un ipoglicemizzante orale,usato comunemente dai pazienti diabetici..e per finire..fluoxetina,meglio nota col nome commerciale di prozac,un noto antidepressivo in grado di diminuire un po’ la fame nervosa, ma che pare incentivi l’ideazione o il comportamento suicida. Portiamo via la paziente e il “farmaco”,verremo a sapere più tardi che al ps l’avrebbero tenuta sotto osservazione per un po’ vista l’anfetamina nel sangue, ma pare che il marito l’abbia voluta riportare velocemente a casa.
Mi rimane in mente il suo sguardo perso, la differenza di età fra la paziente e il suo amorevole marito italiano, l’incredulità dell’anziana “badata” che con tipico egoismo senile ci seguiva con lo sguardo mentre uscivamo di casa sua ripetendo “e adesso chi dorme con me,stanotte?” (21 ottobre 2009)

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