I sommersi e i salvati, soccorrere


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Mi impadronisco del titolo di un grande libro di Primo Levi, alla vigilia del Giorno della Memoria, che ricorre ogni anno a ricordarci il giorno dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, il più grande salvamento della storia del ‘900.

In verità però rubo il titolo per parlare del soccorrere, di quanto negli ultimi giorni di cronaca italiana questa parola sia ricorsa nelle notizie. Il terremoto ci squassa dal 24 agosto scorso, prima Amatrice, poi Marche, Umbria, ancora Lazio e Abruzzo. Ora ci si è messa pure la neve, la valanga.

I colleghi soccorritori hanno superato ogni limite di capacità, ingegno nel superamento degli imprevisti, speranza nella resistenza delle vittime, umanità (Vai Chicco dice il Vigile del fuoco, a dimostrazione che viene sempre prima il soccorso, la vittima, che la meritata gioia e orgoglio).  Per 5 minuti l’Italia parla solo di questi eroi dagli stipendi troppo bassi, i mezzi scarsi, abbiamo già sentito questi discorsi in altre occasioni.

Pochi giorni dopo cade un elicottero del 118 Abruzzese, quindi le vittime sono non solo tecnici elicotteristi e sanitari più paziente, c’è sempre pure il soccorso alpino in elicottero in Abruzzo. Sei vittime. Qualcuno sul web si chiede se valga la pena, visto che quello era solo uno sciatore con tibia e perone rotti ed era stato imprudente ad andare a sciare in una giornata di meteo avverso. Soccorritori ancora eroi, vittima un po’ meno, insomma. Ricordo ai miei colleghi che il paziente è il paziente. Non si sceglie e uno vale uno, sciatore imprudente, malato di cancro, bambino, ubriacone.

A Venezia il giorno dopo un ragazzo profugo Gambiano si butta per uccidersi nel Canal grande, davanti a centinaia di persone, nonostante il Canale di Sicilia lo avesse visto salvo, a guadagnarsi la vita qui dove stiamo bene. Soccorritori: non pervenuti. Vittima: salutata durante la morte dal grido Neghite Negro Africa!            Notizie: non so, non ci sono riuscita a leggere i commenti nè a vedere il video fatto da un uomo che filma un uomo morire e non fa niente, anzi un po’ si compiace per le visualizzazioni su YouTube.

C’è qualcosa che non torna.

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8 thoughts on “I sommersi e i salvati, soccorrere

  1. che la gente si alterni a voler vivere un Big Brother costante o un yougiornalismo trash è veramente terrificante. I gesti veri non si attivano perché sentimenti veri non scattano, bloccati da una vita mediata dallo schermo e non elaborata dal corpo intero.E poi mettiamoci la comodità ideo-psicologica del solito “noi” e “loro”, categorie vuote ma nefaste, che prelude alla più bieca indifferenza.

  2. aggiungo: la stessa indifferenza, facendola lievitare da anni di propaganda e cuocere ben bene nell´educazione all´obbedienza, produce la banalitá de male, non mostri, ma grigi e micidiali Eichmann. Primo Levi ha ragionato sulle radici di questi meccanismi, e c´entra benissimo, nel caso del razzismo-freddezza.

  3. Dov’è finita l’umanità?
    Credo che un giorno la vita, la coscienza, i figli… Dio ci chiederanno: “Tu, dove eri?”
    Beato chi potrà dire: “Ci ho provato”.
    Un abbraccio.

  4. Pingback: I sommersi e i salvati, soccorrere « Vincenza63's Blog

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