Dante e le notti d’estate


O della poesia che irrompe in queste notti torride, mentre vai nelle case della gente. Fra polizia e vigili del fuoco che ti aiutano ad entrare in casa, raccogli il vecchietto caduto che non ce la fa a rialzarsi, inerme nel proprio sporco. E mentre lo porti via, rimuginando su come i suoi tre figli adorati lo possano lasciare novantenne vivere da solo con la moglie che sta peggio di lui, senti che sussurra qualcosa di insolito e lontano, ma familiare. Cosa dice Signor R.?
“Infin che ‘l mar fu sovra noi richiuso”
“Ulisse!” dico io.
“Sì” risponde il Signor R.
“Pensava a Dante o a Primo Levi?”
“A tutti e due, a tutti e due”.

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