Ma allora è un vizio

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Vedi foto del 28 febbraio(LOL)

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Eccellenza in emergenza cardiologica al San Raffaele di Roma

Lo so che non è carino utilizzare un vecchio post (quello del 23 febbraio, per la precisione), e non è bello neanche dire che “l’avevo detto, io” ma questo articoletto che mi è arrivato fresco fresco via Google Alerts mostra cosa c’è dietro a certe medie statistiche e quanto i numeri con cui si fanno gli accreditamenti delle eccellenze siano falsi. L’articolo parla di eccellenza per la cardiologia di una clinica convenzionata di Roma in cui spesso e volentieri siamo chiamati, 5 minuti prima che i pazienti muoiano per portarli in ospedale. E’ in ospedale che sarà registrata la loro morte (se non in ambulanza) e così il reparto della clinica avrà statistiche di mortalità falsamente ridotte e l’ospedale falsamente aumentate. I numeri, se non si conosce la realtà che c’è dietro, non sono nulla, NULLA. Un paziente cardiopatico quando leggerà l’articolo in questione penserà: ecco dove curarmi, vado in un reparto ad elevata qualità.Il pronto soccorso dovrà comunque affrontare un paziente super critico alimentando la stampa con lo scandalo dell’intasamento di cui sapete tutti. La Regione Lazio rimborsa volentieri questi reparti eccellenti e viva! Tutti contenti.

ps: per completezza copio e incollo il mio post del 23 febbraio(appunto, l’avevo detto io)

“Potete riempire pagine e pagine di giornale con lo scandalo del dissesto dei Pronto Soccorso, fin quando i medici delle clinicucce convenzionate ci mandano a chiamare per prendere i pazienti di 91 anni in gasping perché muoiano 5 minuti dopo l’arrivo in ospedale solo per pararsi il culo e non peggiorare le proprie statistiche di mortalità, non si andrà mai da nessuna parte.”

Tempi bui


Ascolto Nerina Dirindin , docente di Economia Sanitaria all’Università di Torino e tremo. Un po’ è la prima raggelante aria condizionata della stagione, ma soprattutto il suo chiarissimo e buissimo intervento sulle politiche sanitarie attuali. Rispetto alla spesa programmata solo nel 2011 si dovranno tagliare 7 punti percentuali e sono un taglio enorme. I tickets introdotti per racimolare 800 milioni di euro renderanno preferibile la scelta del privato rispetto al pubblico. L’universalismo è diventata una parolaccia, in sanità. in questo momento la Dirindin ha detto una verità che medito da tempo: le esternalizzazioni selvagge non hanno fatto nulla di buono per la sanità pubblica, ma ancora più grave hanno segnato l’ingresso della criminalità organizzata in ospedale. Come si guarisce la sanità per la Nerina Dirindin? Cure primarie, è ancora una volta la parola chiave, ma anche ridiscussione di medico di famiglia, spesa farmaceutica, prestazioni diagnostiche inutili. Ma quando arriveremo a parlare di infermiera di famiglia? Quando succederà che alla nascita a ogni persona venga assegnata un’infermiera oltre che un medico, qualcuno che ti conosca e programmi la tua salute e faccia una sorta di pre-triage sul territorio, un vero filtro che ti assista e ti faccia sentire sicuro prima di mandarti a intasare i ps?

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Cronaca dal Convegno Ipasvi II


Siamo buoni, siamo belli, siamo bravi. Abbiamo studiato. Siamo cresciuti. Ce lo dice il Ministro. Ce lo dicono i giornalisti. Ce lo dicono i medici. Ce lo diciamo da soli. Non cercate una consequentia a questa premessa. Non c’è. Almeno qui non sta uscendo. Sta parlando ora il presidente dell’ordine dei medici. Dice che sì, in effetti loro dovrebbero darci spazio e….niente. Poveri noi, poveri infermieri, così subordinati, così subalterni. Battiamo le mani appena chiunque sul palco dice che meritiamo di più: soldi e potere. Ma su quel palco mi pare stiamo zitti.
Ps: ieri come fosse un segno del destino cinico e baro il video in cui il senatore Ignazio Marino ha detto per primo che gli infermieri meritano di “governare” come i medici si è interrotto bruscamente. Ach