Colombia-Giappone: partita sospesa per trauma di un giocatore della squadra colombiana. Codice verde, ovviamente.
Terapia
Eutirox (ormoni tiroidei), Seroquel(neurolettico), Depakin(stabilizzante dell’umore), Atenololo(beta-bloccante antiaritmico), Cardioaspirina(FANS), Spiriva(anticolinergico broncodilatatore), Asacol(FANS), Enterolactis(fermenti lattici), Lasix(diuretico), Oki(FANS), Ommunal(immunostimolante), Invega(neurolettico).
La paziente da qualche giorno è ipotesa, ha difficoltà di deambulazione, presenta stato confusionale.
PS: Non è poi così vero che in sanità si stanno facendo tagli indiscriminati. Si taglia l’assistenza ed i servizi, si taglia il personale. I farmaci, no. Anzi.
Indovina, indovinello
Vi voglio fare un indovinello: secondo voi questa scheda di dimissione appartiene ad un paziente o ad una paziente?
ps: vorrei che notaste che questi questi illuminati medici, che hanno sottoposto il/la paziente davvero a tutti gli esami del caso, dimostrando una grande accuratezza nella ricerca della giusta diagnosi, hanno deciso poi che una crisi “suggestiva per epilessia maggiore” andasse indagata da un rianimatore, e non da un neurologo ed hanno seguito il suggerimento del rianimatore di sottoporre il/la paziente ad una consulenza psichiatrica, nonostante l’epilessia sia una grave malattia neurologica e non qualcosa che si possa ricondurre all’isteria (disturbo eliminato dal DSM già nel passaggio dal II al III, e ora siamo al IV). Eliminato anche questo dubbio diagnostico,invece di proseguire hanno consigliato al/alla paziente di consultare un neurologo di fiducia una volta a casa.
ps1: Avete indovinato? Avete capito il sesso del/della paziente? Ancora no? Beh ve lo dico io. Questa era una paziente. Femmina. Straniera ed extracomunitaria. Mi dispiace presumere che se così non fosse stato le cose sarebbero andate diversamente. E mi dispiace anche citare l’orribile frase di Giulio Andreotti ” A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, ma credetemi, non c’è coerenza in ciò che ho letto e che vi ho fatto leggere, e la spiegazione purtroppo è che esiste una medicina “di genere”. Vorrei aggiungere questa alle tante notizie di violenze sulle donne di cui si sente così spesso parlare negli ultimi tempi.
Per farvi gli auguri del primo maggio rubo le parole della mia amica Lisa
Buon primo maggio a tutti i lavoratori della sanità pubblica che resistono, mettono il cuore in quello che fanno, e si ricordano che siamo uno dei baluardi di civiltà quando ai cittadini manca tutto. Manca il lavoro,il futuro, i contratti giusti. Noi siamo lì a garantire il loro diritto alla salute, a difendere una sanità equa per tutti.
E buon primo maggio anche ai lavoratori (no ai padroni!!) della sanità privata, spesso schiacciati, ricattati, maltrattati, che svolgono il loro lavoro in condizioni spesso inaccettabili, pressati perchè facciano gli interessi della proprietà invece che quelli dei cittadini, e che non non assumiamo più…..
E buon primo maggio a tutti i cittadini malati o no che vengono nelle nostre strutture e che mio padre chiamava “lavoratori anch’essi”.
Lisa Canitano, ginecologa, amica, persona molto bella che “resiste e mette il cuore in quello che fa” nel suo lavoro per le donne e con le donne. E se non basta con la sua Onlus “Vitadidonna” fa ancora di più.
Cara Federazione IPASVI, non ci fate vergognare
Che silenzio rumoroso quello della Federazione sull’episodio di omofobia di Reggio Calabria!
Un nostro collega si è permesso di consigliare ad una persona vittima di un’aggressione omofoba di provare a risolvere il suo “problema” con l’aiuto di ormoni e di uno psicologo e ha suggerito di accompagnarsi con una ragazza durante le proprie passeggiate per non essere aggredito. Il paziente ha raccontato di essersi sentito più umiliato dalle dichiarazioni dell’infermiere quasi, che dal’aggressione subìta.
Se il Collegio di Reggio Calabria ha reagito avviando un’indagine per capire se ci sono i criteri per un’azione disciplinare contro l’infermiere (http://www.ipasvi.it/attualita/reggio-calabria-indagine-interna-su-aggressione-omofoba-in-ospedale-id453.htm) la Federazione non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale. Eppure la gravità di ciò che è successo si evince leggendo i primi e più importanti articoli del nostro Codice Deontologico, che ho fotografato perchè siano conosciuti anche dai lettori del mio blog, oltre che da tutti noi.
Vi scrivo pubblicamente e al vostro indirizzo email(come spero stiano facendo anche altri miei colleghi, l’indirizzo è federazione@ipasvi.legalmail.it) perchè trovo il comportamento del collega reggino lesivo per tutti gli infermieri italiani. Sapete meglio di me quanto la nostra professione soffra ancora oggi di un’immagine che appartiene al passato e che più che spesso i media contribuiscono a peggiorare.
La notizia del comportamento omofobo del collega è rimbalzata in tutta Italia, si faccia in modo che succeda altrettanto per la vostra (che è la nostra) condanna.
Gentili saluti, Maria Luisa Canna mlcbrown64@gmail.com
